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Pubblicata il: 13 febbraio 2022

Cervicalgia: sintomi e rimedi

La cervicalgia è uno dei disturbi più diffusi nel mondo occidentale: si tratta il più delle volte di un’infiammazione cervicale, che colpisce le vertebre superiori della colonna vertebrale, quelle che sostengono il collo e la testa.

Si stima che colpisca in maniera prevalente le donne e rappresenta una delle più diffuse cause di disabilità nel mondo. Il dolore causa l’irrigidimento del collo e una forte diminuzione nelle capacità di movimento. Tende inoltre a irradiarsi alle spalle e alle braccia, e a essere accompagnata da altri sintomi quali mal di testa, vertigini, nausea e disturbi sensoriali (alla vista e all’udito).

Può essere causata da svariati fattori come lo stress, l’ansia, lo scarso esercizio fisico, le posture errate, ma anche da traumi derivati da incidenti automobilistici (colpo di frusta) oppure da infortuni derivati dall’attività sportiva. Inquadrare cause e sintomi è molto importante per impostare un trattamento adeguato e facilitare la scomparsa del disturbo, che solitamente si risolve in modo spontaneo entro una settimana. Oltre questo lasso di tempo, oppure in presenza di attacchi che ricorrono con una certa frequenza, è opportuno rivolgersi al proprio medico.

Come capire se è cervicalgia

Il dolore percepito dai pazienti affetti da cervicalgia è di entità variabile. Si tratta di un dolore costante, che può essere localizzato in zone diverse della colonna cervicale. La localizzazione aiuta spesso a capire l’origine del problema, se coinvolge o no i nervi e se magari è in corso una reazione infiammatoria. Proprio in base alla localizzazione del dolore, si possono distinguere tre categorie di dolori cervicali:

  • La cervicalgia vera e propria, in cui il dolore riguarda principalmente il collo ed è accompagnato da una rigidità muscolare e da una limitata mobilità della zona colpita. In questo senso, è molto simile al torcicollo, al quale si può spesso accomunare.
  • La sindrome cervico-brachiale, nella quale i dolori tendono a irradiarsi alle spalle, alle braccia e talvolta alla mano. La comparsa di formicolii o eccessiva sensibilità agli arti interessati è di solito l’indizio di una compressione anomala dei nervi cervicali.
  • La sindrome cervico-cefalica, che determina la comparsa di cefalea di tipo tensivo oppure emicrania, vertigini, disturbi alla vista o all’udito, nausea e vomito.

Nella maggior parte dei casi, i dolori non durano più di qualche giorno e raramente superano la settimana, specie quando sono di origine traumatica: regrediscono spontaneamente, oppure con l’ausilio di farmaci da banco. Se non trattati adeguatamente, però, i sintomi tendono a ripresentarsi con relativa facilità.

Questo avviene se l’infiammazione non è stata curata adeguatamente, o se c’è una patologia non correttamente diagnosticata a spiegare l’insorgenza dei sintomi. Se la cervicalgia si protrae per più di tre mesi, si può definire cronica, e può diventarlo se persistono fattori come lo stress o le posture scorrette, ma anche in presenza di malformazioni congenite alla colonna vertebrale, oppure di malattie degenerative come l’artrosi cervicale.

È importante, inoltre, distinguere l’esatta origine del dolore. Può infatti dipendere dai traumi muscolari, da problemi a carico delle articolazioni, o ancora da lesioni ai nervi, che possono essere infiammati o comunque sollecitati e compressi: questo avviene per esempio nell’ernia del disco. L’esatta localizzazione e natura del dolore può essere identificata da un medico specialista, solitamente un ortopedico o un fisiatra, attraverso gli opportuni esami diagnostici: radiografia, TAC, risonanza magnetica o elettromiografia.

Curarla con la fisioterapia e la riabilitazione

Esistono moltissime tipologie di cure e di approcci terapeutici alla cervicalgia non acuta:

  • Farmaci comuni o specialistici (che però normalmente in questi casi non si possono prendere per lunghi periodi)
  • Trattamenti palliativi come molte tipologie di elettromedicali (che in genere vi daranno un beneficio solo momentaneo)
  • Trattamenti alternativi (come la riflessologia plantare o l’agopuntura)
  • Cure sicuramente più complete e adattate per ogni caso

In quest’ultimo punto, la cura secondo me migliore in cervicalgie croniche o sub-acute è composta sostanzialmente 3 fattori:

  • La terapia manuale
  • L’esercizio terapeutico e posturale
  • La modifica dello stile di vita

Svisceriamo meglio questi tre elementi che assieme possono darvi davvero il beneficio di cui necessita la vostra cervicale.

Come funzionano le terapie manuali

Per terapia manuale (MT) si intende l’utilizzo delle mani per applicare forza con un fine terapeutico. Tra gli approcci più diffusi vi sono le manipolazioni spinali, le mobilizzazioni articolari e il massaggio. Il lavoro manuale eseguito da un buon fisioterapista mira ad ottenere come risultato:

  • Riduzione delle tensioni muscolari (trapezio, elevatore della scapola, sterno-cleido-mastoideo, omoioideo, ecc)
  • Eliminazione delle contratture e trigger points
  • Riduzione del dolore al tatto e al movimento
  • Miglioramento del grado di mobilità del collo in tutte le direzioni
  • Miglior funzionalità nel movimento del tratto cervicale
  • Riequilibrio muscolare e articolare globale

Tra le tecniche di terapia manuale più largamente utilizzate vi sono terapia manipolativa spinale (SMT), mobilizzazione articolare e massaggio.